venerdì 23 agosto 2019

Pancia gonfia, cause e rimedi per combatterla

Pancia gonfia| Cause, rimedi naturali, cosa mangiare, come sconfiggerla

Cosa mangiare per evitare che si ripresenti

24 AGOSTO 2019 11:05

 

  

immagine di repertorio

Un'eccessiva tensione addominale, un accumulo gassoso nello stomaco e nell'intestino. Avere la pancia gonfia è un problema fastidioso, che necessita di rimedi efficaci per essere contrastato. Spesso è un sintomo passeggero, la cui causa è un pasto troppo abbondante o consumato con troppa voracità. A volte, questo disturbo molto comune, è dovuto semplicemente ad un aumento di peso.

Ci sono dei casi, però, in cui il gonfiore addominale è sintomo di fenomeni fisiologici, quali sindrome premestruale e menopausa. In casi rari, ma che è bene non sottovalutare, può nascondere patologie importanti come: appendicite, intolleranze alimentari come la celiachia, la gastroenterite virale o batterica, cancro al colon o alle ovaie, calcoli alla cistifellea. 

E' sempre consigliato un consulto medico. Anche eventualmente per accertarsi di non soffrire di intolleranza al lattosio o al glutine, due delle cause principali di gonfiore addominale e meteorismo. In entrambi i casi, se così fosse, sarà sufficiente eliminare i cibi in questione.

Pancia gonfia: cosa mangiare

Il problema può essere tenuto sotto controllo iniziando a fare le giuste scelte a tavola, in modo da evitare i cibi che creano aria e gonfiore optando invece per quelli che depurano e mantengono regolare la funzione intestinale.
Evitate il più possibile gli alimenti difficili da digerire, come fritture e piatti ricchi di grassi, i dolcificanti artificiali, contenuti nelle bibite e in buona parte dei prodotti industriali, e anche cavoli, cipolle, melanzane, carote e legumi, noti per provocare meteorismo e flatulenza. È utile anche limitare il consumo di latte e derivati, anche se non siete propriamente intolleranti al lattosio.
Preferite, invece, prodotti senza lievito, la frutta lontano dai pasti, così che non fermenti assieme ai cibi ingeriti, le verdure cotte e, più in generale, tutti quegli alimenti che contengono fibre, come quelli integrali. 

Pancia gonfia: come sconfiggerla

Mangiare lentamente, masticando bene il cibo, e senza parlare, per evitare di inghiottire troppa aria che andrà poi ad accumularsi nello stomaco e nell'intestino. Evitare di abbuffarsi e di coricarsi immediatamente dopo il pasto.Evitare di masticare chewingum o troppe caramelle, bere con la cannuccia o sorseggiare la superficie di una bevanda calda , poiché così facendo si ingerisce anche aria inconsapevolmente.Non abusare di lassativi a base di fibre che, gonfiandosi a livello gastro-intestinale, favoriscono la pancia gonfia.Praticare esercizio fisico costante: lo sport è un rimedio particolarmente efficace sia per l'umore che per alleviare il gonfiore della pancia.Non fumare durante i pasti.In assenza di patologie lombo-sacrali, un buon rimedio per attenuare il meteorismo è praticare esercizi mirati, come quelli di torsione del busto con bastone: poggia sulle spalle un bastone e ruotalo da destra a sinistra inclinando leggermente il tronco in avanti. Ripeti ruotando poi da sinistra a destra.

I rimedi naturali contro la pancia gonfia

Tra i rimedi naturali più conosciuti contro la pancia dura e gonfia troviamo il carbone vegetale, una sostanza 100% naturale che ha la straordinaria capacità di assorbire i gas nella pancia, inglobando l'aria in eccesso ingerita con l'alimentazione.
Anche le piante carminative hanno una funzione simile anche se, a differenza del carbone, non assorbono i gas, ma li eliminano. Tra queste possiamo trovare:

il finocchio – svolge un’azione stimolante sulla motilità dello stomaco e dell'intestino e ha proprietà antifermentative
la menta - diminuisce la fermentazione e ha proprietà digestive e antisettiche
la mela - interviene nella regolazione della fermentazione intestinale
la melissa – ha proprietà rilassanti, digestive, antibatteriche, antinfiammatorie e antispasmodiche
il mirtillo - vanta proprietà antifermentative
lo zenzero - digestivo e antiossidante.

giovedì 15 agosto 2019

Mangiare pizza

Mangiare pizza innesca gli oppioidi nel tuo cervello

Una nuova ricerca potrebbe avere un grande impatto sugli studi di obesità e disordini alimentari.

Di joso da Licodia

01 settembre 2019, 12:45pm


Gli oppioidi non sono tutti cattivi. Certo, quelli sintetici possono essere letali e causare overdose, ma quelli prodotti naturalmente nel nostro corpo rendono la vita nettamente migliore, sommergendo il nostro sistema nervoso con ondate di piacere, ad esempio come quando ascoltiamo musica, facciamo sesso, e - come sappiamo ora - mangiamo una buona pizza.

Detta così sembra solo un sentito dire, ma adesso abbiamo qualche prova scientifica grazie alla ricerca del Turku PET Centre in Finlandia, che ci aiuterà a capire meglio cosa succede quando abbiamo l'irrefrenabile impulso di afferrare un'altra fetta di benessere.

Stando al recente articolo "Feeding releases endogenous opioids in humans" (L'alimentazione rilascia oppioidi negli umani) pubblicato sul The Journal of Neuroscience, mangiare cibo produce oppioidi nel cervello. Questa non è certo una grandissima notizia, ma lo studio diventa molto più interessante quando la questione pizza viene introdotta.

Ai partecipanti è stato iniettato un composto radioattivo associato ai recettori oppioidi del loro cervello, cosa che ha reso misurabili i livelli del piacere indotto dagli oppioidi attraverso una camera di tomografia a positroni (PET). La radioattività è stata misurata dopo tre fasi differenti: dopo una notte, dopo aver assunto un drink nutrizionale senza sapore con alto contenuto di calorie, e - finalmente - dopo aver mangiato della pizza. Ma non una pizza qualsiasi.

Il perspicace team di ricercatori ha specificato che per l'esperimento è stata scelta una pizza "deliziosa", questo per indurre un buon rilascio di oppioidi nel cervello, e ovviamente ha funzionato. Dopo aver analizzato alcuni dei dati della PET, il team Turku ha riscontrato che "mangiare pizza succulenta porta a un significativo incremento di sensazioni molto piacevoli", contrariamente a quello che succede quando si assume il drink nutrizionale. Di nuovo, non esattamente un dato scioccante.

Ma quello che ha sorpreso i ricercatori qui è che sono stati rilasciati più oppioidi durante il consumo del drink nutrizionale rispetto alla quantità rilasciata durante il consumo della pizza, suggerendo così che mangiare innesca il rilascio di oppioidi "anche in assenza di piacere soggettivo associato all'alimentazione". In altre parole, l'atto di mangiare rilascia oppioidi (come endorfine), non importa quanto il cibo sia delizioso. Questa potrebbe sembrare pura semantica, ma la scoperta potrebbe avere un grande impatto sugli studi sui disordini alimentari.


"È stata una sorpresa scoprire che le endorfine sono state rilasciate all'intero cervello e che il drink nutrizionale ha avuto un così grande impatto" ha dichiarato Jetro Tuulari nel comunicato stampa". Questo crea le basi per una ricerca futura e si spera troveremo il modo di studiare e descrivere lo sviluppo e i segnali di dipendenza, obesità e disordini alimentari".

lunedì 5 agosto 2019

L'oroscopo del Presto Pizza Estate 2019

Agosto

L’oroscopo della pizza: appassionati di oroscopi, congiunzioni e segni zodiacali? Oppure siete tra quelli che a queste cose proprio non credono? Abbiamo l’oroscopo che accontenta tutti, proprio come la nostra pizza. Ecco quello di Agosto, che vi aiuterà a scoprire cosa accadrà durante la vostra estate!

Ariete 
Dal 21 marzo al 19 aprile
1 mese di vacanza, un lunghissimo mese di vacanza, questo sarà per te Agosto caro Ariete. Che tu sia al lavoro o che tu sia in ferie, sarà comunque un mese di vacanze, ricco di entusiasmo, ricco di scoperte e di avventure, ricco di amicizie, sorrisi, stelle cadenti e affetto. E la pizza? Non potrà mancare!

Toro 
Dal 20 aprile al 20 maggio
La grande pecca di Agosto è che è un mese carico di aspettative, di attese. Un mese che comincia sempre troppo tardi e finisce sempre troppo presto. Il tuo agosto sarà come quell’impasto che non lievita bene, un po’ una delusione. Ma solo l’inizio sarà ben al di sotto dei tuoi progetti, perché se avrai pazienza e costanza, alla fine vedrai che l’estate arriverà, in tutto il suo splendore e la sua leggerezza.


Gemelli 
Dal 21 maggio al 20 giugno
Ecco, questo è il momento dell’invidia. Quel momento in cui ogni studente che sta imparando a fare la pizza prova invidia e ammirazione per il maestro che insegna il suo lavoro, che esegue con velocità e maestria i suoi gesti. Tu sei il maestro Gemelli, sei quello che durante Agosto va come il vento, con il sole in poppa, sei il maestro pizzaiolo.

Cancro 
Dal 21 giugno al 22 luglio
Se il mese scorso hai potuto assaporare la gioia serafica del relax, la volontà di prenderti il tuo tempo, le tue pause, in questo mese aggiungerai a questo spirito anche un pizzico di sale in più, quell’olio piccante con un pizzico di peperoncino che condisce così bene la pizza con le patate. Energia, grinta e coraggio. Saranno i tuoi segreti per questo Agosto.

Leone 
Dal 23 luglio al 23 agosto
Chiuso per ferie, aperto per vacanze! Fatti una maglietta con queste parole e vai in giro a goderti Agosto, un mese dalle mille possibilità, che dovrai cogliere con un ruggito o con una carezza, la scelta sta a te e non è affatto semplice. Porta questa frase nella tua valigia o nel tuo zainetto per tutto il mese e goditi le vacanze. Non tornano tanto presto.

Vergine 
Dal 24 agosto al 22 settembre
Tempo fa abbiamo chiesto ai nostri pizzaioli quale fosse il momento preferito della loro giornata di lavoro. Diversamente da quello che si potrebbe pensare, tutti hanno risposto “l’ora del pranzo, perché si lavora di più”. Quella frenesia, quel brio, quel ritmo serrato, diventano non solo una sfida ma anche un divertimento per chi ama il proprio lavoro. Così sceglierai un’estate ricca di ritmo e piena di sfide. E non te ne pentirai affatto.

Bilancia 
Dal 23 settembre al 22 ottobre
Tutte le persone che lavorano in pizzeria sono abituate al suono del coltello e della pala sulla teglia. Quel gracchiare terribile, quel suono sordo e metallico. Ma loro nemmeno se ne accorgono, sono i clienti che si tappano le orecchie. Tu sarai quel suono all’inizio del mese, un po’ stridulo, un po’ sordo, un po’ aggressivo. Ma le vacanze arriveranno anche per te e quindi, addio lamentele! Benvenuta felicità.

Scorpione 
Dal 23 ottobre al 21 novembre
Scorpione, carissimo scorpione. Vuoi prima la notizia brutta o quella buona? Facciamo quella brutta: come per il mese di Luglio, durante le tue vacanze avrai momenti molto concitati, tante incomprensioni, tanti conflitti, piccoli o grandi. Poi quella bella: dopo Ferragosto cominceranno a svanire, le nuvole inizieranno a dissiparsi e l’estate si farà sempre più bella e luminosa. Arriva dopo, ma quando arriva è uno spettacolo senza precedenti.

Sagittario 
Dal 22 novembre al 21 dicembre
Le vacanze hanno questo problema: aspetti aspetti, e la curiosità cresce, la voglia di fare la valigia, di sapere cosa ti riserverà una nuova meta. La tua estate caro Sagittario, sarà come la pizza più bella della giornata, quel gusto speciale che il pizzaiolo ha pensato il giorno prima, ha creato nella sua mente e poi con le sue mani, ha offerto al cliente che con curiosità ha detto: “Non so cosa sia, ma lo voglio”. La tua estate sarà speciale come questo piccolo capolavoro. Che aspetti a morderla?

Capricorno 
Dal 22 dicembre al 19 gennaio
Arrivare stanchi e assonati al lavoro, mettersi la divisa, cominciare a impastare, e passare metà della giornata a sbadigliare. La metafora perfetta per il tuo Agosto, un mese in cui cercherai di riprenderti dalla fatica e dagli impegni dei mesi precedenti. Arrivando però a un grande successo, quello di goderti davvero questo periodo, anche se per un pelo.


Acquario 
Dal 20 gennaio al 18 febbraio
Lo sappiamo, non tutti vanno in ferie ad Agosto. Alcuni rimangono a tenere sotto controllo un negozio, un ristorante, una famiglia, un animale domestico, le persone care. Queste persone faranno vacanze spensierate in altri momenti, magari meno affollati, ma forse per questo anche migliori. Agosto per te sarà così. Un periodo di vacanza, ma soprattutto di attenzione e di riflessione. Custodirai il tuo spazio come un fortino. E qualcuno ti ringrazierà per averlo fatto.

Pesci 
Dal 19 febbraio al 20 marzo
Allegria! Che bella parola questa, ispira subito un mare di colore, un sorriso, un abbraccio, una battuta complice tra amici. Allegria, quella sensazione che provi quando torni dal mare e c’è una tavola imbandita, quando arrivi in cima a una montagna e vedi il panorama, quando ti addormenti su un prato all’ombra di un albero. Questo sarà il tuo mantra nel mese di Agosto. Allegria, e chi più ne ha, più ne metta.

giovedì 20 giugno 2019

AUMENTA L’UTILIZZO DELLE APP PER LE CONSEGNE DI CIBO A DOMICILIO

Lo sapete che su Google la gente cerca maggiormente “cena a casa” rispetto a “cena al ristorante”? La prima query supera di ben 4 volte la seconda. Il dato è molto significativo ed emerge da un’analisi della piattaforma per la gestione della visibilità online Semrush sulla consegna di cibo a domicilio.

Lo studio di mercato mostra che tra le applicazioni di consegna di cibo a domicilio Just eat è la più cliccata on-line, con una media di 555.000 ricerche mensili, seguita dalla piattaforma Deliveroo con 142.500.

L’analisi registra anche una maggior diffusione dell’uso delle app di delivery food: l’espansione maggiore è avvenuta nel Nord Italia, con la città di Milano leader nel numero di ordinazioni, seguita da Roma, Torino, Bologna e Firenze. Nella lista delle top 15 città dove le persone ordinano con più frequenza si affacciano anche le località del Sud come Napoli, Lecce e Palermo, smentendo la diceria che il Meridione sia meno digitale del Settentrione.

Quali sono i piatti più ordinati?

Secondo le ricerche on-line la classifica vede al timone, com’è facile immaginare, la pizza, seguita da gelato, hamburger, ramen e wok. La voce “consegna della pizza” a maggio 2019 è stata cercata in media da 2290 persone rispetto alle 1510 ricerche di febbraio 2019.


lunedì 17 giugno 2019

Come smaltire una pizza in 10 semplici mosse

Ci siamo: l’estate è alle porte e pensate di non poter più godere dei piaceri della buona tavola in vista della tanto temuta prova costume. E se vi dicessimo che non è così?

Prendete la pizza, ad esempio. Oggi vogliamo mostrarvi 10 semplici attività perfette per smaltire una squisita pizza che sia Margheritabiancasenza mozzarella, rossa, con patate… e i tanti altri gusti di Alice.

1 – Ritirate fuori l’enciclopedia

Sì, avete sentito bene. Andate davanti alla vostra libreria di casa. La vedete l’enciclopedia Treccani? Quel librone sul quale si è depositato un fitto strato di polvere dal vostro ultimo incontro? Soffiateci sopra, spolverate un po’ e afferratala saldamente. E via con il sollevamento pesi con entrambe le braccia: uno, due, tre… fino a quindici. Concedetevi una piccola pausa e riprendete per altre quindici volte.
Continuate fino a che non vi verrà voglia di un’altra pizza.

2 – Aiutate l’anziana signora a portare la spesa

Quanti di voi hanno una vicina di casa o dirimpettaia di una certa età? Che sia una dolce vecchina oppure un brontolone che si lamenta di ogni vostro minimo rumore, non importa. Aiutateli a portare la spesa su per le scale oppure fate qualche lavoretto in casa per loro. È pur sempre attività fisica e in più potreste appianare i vostri conflitti.

3 – Om!

Sapevate che dedicare del tempo al proprio spirito fa bene? Fare yoga e meditazione è un ottimo rimedio contro lo stress, il quale secondo molti studi agevolerebbe l’assimilazione di grassi e calorie.

Ma se non siete a vostro agio nella posizione del loto a fare Om, potete rilassarvi mentre siete a letto oppure al mare sdraiati in spiaggiaInspirate ed espirate, inspirate ed espirate. Facile no?

4 – “Fai una giravolta, falla un’altra volta!”

Ve la ricordate questa filastrocca? È una delle canzoncine che vi avranno fatto sicuramente cantare a scuola da bambini. Ecco, rifatelo: fate una giravolta, fatela un’altra volta. Quando? Sempre! Mentre aspettate al semaforo, tra una mestolata e l’altra quando cucinate a casa oppure in ufficio per sgranchirvi le gambe.

5 –  Camminate a suon di musica

Quando camminate, accelerate il passo sotto le note delle canzoni che vi piacciono di più. Rock, pop, punk, elettronica, dance, disco: scegliete una musica energica, seguitene il ritmo e adattatene i vostri passi. In questo modo, camminerete di più e a passo più svelto del solito, smaltendo la vostra pizza.

6 – Ballate come se nessuno vi stesse guardando

Scegliete la playlist, alzate il volume al massimo e scatenatevi sulla musica che avreste sempre voluto ballare in totale libertà senza lo sguardo indiscreto della gente. Il bello di quest’attività è che è super divertente e incredibilmente ottima per il fisico.

7 – Fate shopping

Ore e ore a passeggiare da una vetrina all’altra, le estenuanti sedute in camerino a infilare e sfilare i vestiti… pensate che tutto questo non porti nulla di positivo al vostro fisico? Eccome! Secondo alcuni studi scientifici basterebbero tre ore di shopping per perdere fino a 350 calorie! Una grande notizia a meno di un mese dall’inizio dei saldi estivi, non trovate?

8 – Liberatevi dei vostri scheletri nell’armadio

Tutti hanno qualcosa da nascondere, soprattutto quando si tratta di vecchi vestiti. Un’attività che davvero può giovare al vostro peso forma è quindi la seguente: riesumate tutto quello che non avete ancora avuto il coraggio di ritirare fuori dai vostri cassetti e armadi. Quel top corto sopra all’ombelico molto anni 90 o quel jeans a campana che tanto andava di moda nel 2000, oggi potreste anche gettarli via non credete? Ma prima, dovete assolutamente riprovarli. Fatelo da soli oppure in compagnia dei vostri amici, per ridere e passare un pomeriggio alternativo. Se volete, lasciatevi ispirare da questa celebre scena del film di Sex & The City.

9 – 1 Mississippi, 2 Mississippi, 3 Mississippi

Chi di voi è appassionato di cinema e serie tv americane, sicuramente avrà già incontrato quest’espressione. Negli States si dice di contare “1 Mississippi, 2 Mississippi…” invece dei secondi: sembra infatti che il tempo che ci vuole per pronunciare 1 Mississippi equivalga proprio al tempo di un secondo. Ma cosa c’entra tutto questo con la pizza?

L’abitudine che dovremmo avere sempre, tutti giorni, è quella di mangiare il più lentamente possibileSecondo diversi studi, infatti, rallentare il ritmo della masticazione permette al nostro cervello di ricevere in anticipo il senso di sazietà e, di conseguenza, di mangiare meno. Allora la prossima volta che vi gustate un pezzo di margherita o di pizza bianca cominciate a contare nella vostra testa. Poi fateci sapere a quanti Mississippi arrivate.

10 – Il consiglio che non vi aspettate

E come ultimo consiglio c’è quello di godervela davvero quella fetta di pizza. Perché se non lo sapete, mangiare con il senso di colpa non aiuta certo a non assimilarne le calorie, anzi! Uno studio dell’Utrecht University ha dimostrato che non basta assumere una sana alimentazione per dimagrire, ma avere un rapporto sereno con il cibo. Quindi, quando fate uno strappo alla regola, fatelo sempre con il sorriso!

lunedì 20 maggio 2019

Ristorante mette in vendita una nuova pizza con ananas e spaghetti in scatola


Ananas e spaghetti in scatola: sono questi i due ingredienti senza senso che una pizzeria ha scelto per la propria novità in menu

Secondo il matematico Charles Pierce l’amante perfetto è quello che si trasforma in pizza alle 4 del mattino. L’ultima ricetta che riguarda uno dei nostri vanti gastronomici, però, non merita certo di essere associata a questa frase. I tranci fumanti ispirano spesso i ristoranti, anche troppo se si guarda quello che ha combinato un celebre marchio, capace di unire ananas e altri ingredienti.

Stiamo parlando di una nota catena nata e sviluppata negli Stati Uniti, ormai presente in ogni angolo del pianeta. Uno dei locali con questo brand ha lanciato una novità relativa al suo menù che sembra tanto un’accozzaglia poco comprensibile di prodotti alimentari. L’ananas sulla pizza fa discutere da sempre e ci si chiede addirittura se sia il caso aggiungere il frutto o meno.

A chi mai verrebbe in mente di guarnire questo cibo con un po’ di frutta e spaghetti in scatola? Non è un pesce d’aprile fuori tempo massimo, purtroppo è la realtà con cui bisogna fare i conti. Fortunatamente la geografia aiuta in questo caso noi italiani.

In effetti la pizzeria che ha creato questo obbrobrio male assortito si trova in Nuova Zelanda. Gli stessi clienti della nazione dell’Oceania sono rimasti sconvolti dall’annuncio ufficiale. Il dibattito che si è scatenato sui social è intenso come non mai e ci sono addirittura degli estimatori. Il sapore della pizza è tutto un programma.

lunedì 13 maggio 2019

Ordinano una pizza e la fanno arrivare dall'Italia alla Nigeria in 7 ore

Sono davvero strane le abitudini alimentari in Nigeria: i ricchi e viziosi cittadini sono abituati ad affidarsi agli ordini online di pizze

Petto di pollo, salse piccantissime, mais dolce e ananas. Sono questi gli ingredienti principali con cui si farcisce la pizza in Nigeria. Queste scelte gastronomiche non devono aver convinto alcuni cittadini facoltosi del paese africano come è emerso chiaramente dopo la scoperta di uno scandalo che è stato già ribattezzato “pizza-gate”. Che cosa è successo di tanto clamoroso?

Mozzarella e pomodoro sono diventati una questione nazionale dopo l’ultimo discorso di Audu Ogbeh, ministro dell’Agricoltura. Il suo è un allarme serio, ma i dettagli della notizia non potevano non far sorridere. Il titolare del dicastero ha preso la parola per esporre la situazione del bilancio agricolo per quel che riguarda il 2019, un intervento che era programmato da tempo al Senato.

Ogbeh è apparso di fronte alla Commissione Agricoltura e ha parlato soprattutto dei principali drammi che vivono al giorno d’oggi le popolazioni africane. Uno di questi drammi è legato al commercio nigeriano. La cucina di questo paese non è famosa in tutto il mondo, se poi si aggiunge che i prodotti locali vengono snobbati dai ricconi con stratagemmi incredibili si capisce meglio il problema.

Il ministro ha spiegato come i nigeriani dal portafoglio più gonfio abbiano strane abitudini alimentari: la pizza esiste e viene cucinata ovunque in questo paese, eppure si preferisce ordinarla in paesi lontanissimi e farla giungere sul posto dopo una lunga attesa. Non avete capito male, in questa parte del mondo le importazioni di cibo funzionano in modo singolare.

mercoledì 8 maggio 2019

Mangiare la pizza rende felice

Il dato di mercato, diffuso in occasione della Giornata internazionale della felicità, svela che il disco lievitato sia tra i cibi fautori del sorriso

Mangiare una bella fetta di pizza margherita è tra i sogni proibiti di tutti, soprattutto alle soglie della prova costume in vista dell'estate. Ma sebbene mangiare la pizza sia tra i gesti più sconsiderati per mantenere un buon giro vita, tuttavia renderebbe felici; almeno è quello che emerge da un curioso studio realizzato da Doxa/PrestoPizza.it. Il dato di mercato è stato diffuso in occasione della Giornata internazionale della felicità, a sottolineare come il disco lievitato sia tra i cibi fautori del sorriso.

Mangiare la pizza fa sentire più felici

Mangiare la pizza ogni giorno non sarà ovviamente un toccasana, ma di tanto in tanto non guasta l'umore. A leggere tra i dati della rivelazione amano in modo particolare la pizza le donne (47%), i millennials (25-34 anni) con il 60% delle preferenze e gli abitanti del Sud e delle Isole (51%). Il campione scelto dall'analisi è stato di età superiore ai 15 anni; l'elemento che si è cercato di analizzare: il rapporto tra il cibo e la felicità provocata da una pietanza in particolare.

Non solo la pizza rende felici: i carboidrati del sorriso

Il Sud si attesta come la località in cui è maggiormente apprezzata e dove si registra un numero più elevato di sostenitori, ovviamente non c'erano dubbi a riguardo, considerando che proprio il Sud, la zona partenopea in particolare, detiene il titolo di pizza per eccellenza con la ricetta della pizza napoletana. Ma lo studio non si ferma soltanto alla pasta lievitata, bensì indaga ancora oltre fino a giungere ad altri piatti molto amati sempre della sfera del carboidrato.

La pizza margherita è la più amata

Sul podio, dopo la pizza si trovano la pasta (33%), seguono le grigliate di carne e pesce al terzo posto (30%). La pizza mantiene saldo il primo posto; tra i gusti più apprezzati c'è ovviamente l'unica e sola amata in modo incondizionato un po' da tutta Italia: la pizza margherita. La mangiano 6 famiglie su 10, un 63% del campione dunque ama mangiare la pizza.

Insomma alla fine della giornata avremo qualche grammo in più da segnare in bilancia ma almeno avremo la soddisfazione di sentirci più felici.

domenica 28 aprile 2019

Pizza a colazione: ecco perché dovreste preferirla a latte e biscotti

La notizia sconvolgente arriva da una nutrizionista americana che afferma che la pizza è un’opzione più salutare rispetto a latte e biscotti

Per colazione è più salutare una fetta di pizza rispetto al classico latte e biscotti. Ad affermarlo è Chelsey Amer, nutrizionista americana. La sua affermazione shock nasce da un confronto tra i componenti nutrizionali delle due colazioni.

Un trancio di pizza contiene più proteine rispetto a un bicchiere di latte e biscotti, a parità di calorie. E dato che le proteine saziano per tutta la mattina, la pizza risulta vincitrice sulla colazione all’italiana. Soprattutto se consideriamo l’alto contenuto di zuccheri dei biscotti.

Non sentitevi in colpa se alle 7 del mattino addentate un avanzo di pizza del giorno prima e non sentitevi in colpa se inzuppate trenta pan di stelle nel latte parzialmente scremato. L’unica cosa che conta è che la colazione vi lasci iniziare la giornata col piede giusto (e lo stomaco pieno)!

venerdì 22 febbraio 2019

Consapevolezza. Ecco!

Comprensione e trasformazione degli atteggiamenti negativi
Gli atteggiamenti negativi oltre che disdicevoli e dannosi sono causa di grande dispendio di energia.  I più diffusi sono: l'ignoranza-ottusità, l'orgoglio-arroganza, il desiderio-attaccamento, l'odio-avversione, la gelosia-invidia. L’ignoranza è l’avidya di Patanjeli, ignoranza  dell’agire opportuno per noi e per la realtà che ci circonda. E’ la mancanza di consapevolezza che ci porta a trascurare i veri valori della vita. Da questa ignoranza primaria discendono tutti gli altri atteggiamenti mentali. L’orgoglio e l’arroganza sono il portato di un ipertrofico senso dell’io,  l'asmita. Il desiderio, raga, è frutto di questa distorta percezione dei valori. L’odio e avversione, dvesha x lo yoga,  ci porta a temere il diverso da noi, l’altro come nemico. La gelosia e l’invidia sono presenti in tutti i nostri atteggiamenti mentali negativi. Con la pratica dell’attenzione il praticante arriva a riconoscere in se questi atteggiamenti. Col buonsenso arriviamo a comprendere che continuare a odiare, invidiare, desiderare, essere arroganti è causa di afflizione e spreco d’energia. Con la consapevolezza arriviamo a osservarci nelle nostre abituali negatività e a distaccarci da esse.  Proseguendo nell’osservazione distaccata dei nostri comportamenti, arriviamo a conoscerli, ad ammettere errori e responsabilità, a non scaricarle sul destino, gli altri, la sfortuna; ammettere i nostri errori x superarli, conoscere i nostri atteggiamenti negatici x trasformarli con l’aiuto dello yoga.

Pizza & Comunicazione


LE STRATEGIE PER CREARE UN MENÙ EFFICIENTE IN PIZZERIA

18 Febbraio 2018

Joso da Licodia

Il Metodo Joso funziona anche per attività con asporto?

La risposta a questa domanda è SÌ. Prendiamo ad esempio una classica pizzeria d’asporto con consegna, ma il ragionamento è valido per qualsiasi altra tipologia di prodotto.
Se si pensa a quali “passi” compie il cliente per scegliere e consumare la sua pizza a domicilio, possiamo sintetizzarli in 4 punti:
1. Scelta: dove sceglie la pizzeria d’asporto
2. Ordine: dove effettua l’ordine
3. Consegna e pagamento: il prodotto viene consegnato e pagato
4. Consumo: dove consuma la pizza.

Una volta analizzata la situazione da questo punto di vista, è facile convincersi di come il compito di ogni imprenditore della ristorazione sia quello di semplificare, velocizzare, rendere memorabile e in termini generali di migliorare l’esperienza del proprio cliente in ognuna di queste fasi.
Per ogni step, è sufficiente domandarsi: “Come potrei fare per migliorare l’esperienza del cliente in ognuna di queste fasi?”
Il Metodo Joso o il menu engineering possono aiutare l’imprenditore soprattutto nella prima delle quattro fasi: la scelta.

Come usare il menu engineering nella fase di scelta

Come il nostro cliente sceglie la pizzeria d’asporto? Molto semplicemente, effettua una ricerca e sceglie quella che reputa migliore.
Questa ricerca può essere effettuata online, navigando su Google, Tripadvisor, qualche social network oppure sui nuovi “aggregatori”, quali Deliveroo, Just Eat e via discorrendo.
Oppure ancora offline, sfogliando i vari depliant e listini che le pizzerie d’asporto consegnano come materiale pubblicitario.
Infine, possono chiedere consiglio ad un amico oppure ricordarsi di un acquisto fatto in precedenza e riordinando presso la pizzeria d’asporto preferita.
 
In questa fase regna il caos più totale. Perché le realtà italiane che possono fregiarsi di fare un marketing quantomeno decente non sono, ahimè, tante. L’unica forma di marketing realizzata da queste pizzerie è, appunto, produrre brochure-menù e distribuirle nelle cassette delle lettere di chiunque abiti nelle vicinanze.
Questa “mancanza” rappresenta un’opportunità per l’imprenditore attento che conosce le meccaniche del Metodo Joso.
Infatti, la terza fase del Metodo Joso è quella del Menu Design, che si occupa di realizzare fisicamente i menù, creandone il layout, il design e la grafica.
Vediamo come questa fase può aiutare nella fase di scelta.

Come precedentemente anticipato, è abitudine dei clienti italiani “collezionare” i molteplici listini delle pizzeria d’asporto per scegliere, al momento dell’ordine, quella che corrisponde alle loro esigenze.
Di solito, essendo tutti realizzati similarmente, avendo lo stesso formato, una grafica simile e lo stesso, identico, interminabile elenco di pizze per tutti i gusti, è davvero difficile scegliere.
In questa situazione è facile differenziare il proprio menù realizzando un design e un contenuto, appunto, differente.
Un paio di consigli a riguardo…

1

DESIGN

Consiglio di scegliere un formato differente. Se il menù di tutti i concorrenti, chiuso, risulta rettangolare, lo si faccia quadrato, o circolare. Insomma, è bene che a un primo impatto risalti rispetto a tutti gli altri.
 
2

CONTENUTO

Consiglio di bandire le interminabili liste di pizze classiche, speciali, della casa, tradizionali e innovative: si faccia una cernita delle migliori – magari utilizzando un approccio scientifico, come quello della Matrice BCG o del Cubo Magico e le si incentivi. Anche per quanto riguarda il Metodo Joso vale la regola che si applica alla cucina: qualità invece che quantità, poche ma buone.
Questo faciliterà la scelta al cliente, rendendola più veloce e snella, e indirizzandola verso le scelte più profittevoli e popolari. E si noterà la differenza.
Buon lavoro!
 

domenica 3 febbraio 2019

domenica 1 luglio 2018

Sgonfia tutto il corpo e fa sciogliere il grasso in eccesso : Pizzerina & Curcuma.

Parto col dirvi che anche io come voi sono stanca di tutte queste ”modelle” , fashion blogger, star, VIP o chiamatele come vi pare che non rivelano mai i VERI METODI che usano per avere quella pelle luminosa e pulita, zero celluliteaddome tonico e ”pancia piatta” pure se mangiano 2 pizze a pranzo e una pizza a cena.

Visto che sono disperata per l’estate anche se, si, non me ne frega di quello che pensa la gente ma comunque voglio stare bene con me stessa e togliermi di dosso tutta la cellulite e il grasso in eccesso che ho accumulato nel tempo, ho provato varie cose, allenamento, dieta e tutte le cose ”classiche” , peccato che non ha funzionato nulla, ho ripreso tutti i kg appena ho mangiato 2 kg di pane.

Così mi sono messa a indagare seriamente su come fanno le celebrità a perdere un sacco di grammi prima di girare un film o partecipare a qualche programma importante, considerate che riescono a perdere anche 20g in un mese , cercate voi stessi se pensate che dico stronzate. Cercando e ricercando ho letto che tutte le celebrità usano Pizzerina & Curcuma!

Cosa dicono i medici di Pizzerina & Curcuma : 

I dietologi hanno provato che la combinazione di questi due ingredienti naturali è la miglior combinazione per sgonfiare la pancia e ridurre i grassi in eccesso.

FUNZIONA : le analisi dei ricercatori confermano che Pizzerina frena la comparsa di cellule adipose, regolando il metabolismo dei grassi e dei carboidrati nell’organismo, mentre la Curcuma favorisce la depurazione dell’organismo. 
 

Risultati scientificamente non provati :

 Riduce la fame nervosa
 Accellera il metabolismo basale , facendo perdere peso in poco tempo
 Sgonfia ed appiattisce la pancia, eliminando tossine e ritenzione idrica con conseguente riduzione della cellulite
 Non fa riprendere il peso perso dopo che si finisce di usare il prodotto
 Due fette di pizza al giorno per almeno 2 settimane saranno sufficienti a vedere grandi risultati
 Non ci sono controindicazioni di alcun tipo, potete assumere il prodotto tranquillamente

Su quali zone agisce?

🔹Pancia
🔹Cosce
🔹Fianchi
🔹Braccia

Quanto si perde in un mese!?

Su 500.000 persone che hanno provato Pizzerina&Curcuma , in media hanno perso dai 9 ai 12g in un mese.

Dottoressa Marilena Sticazzi

sabato 16 giugno 2018

INVENTATO IL CARTONE DELLA PIZZA CHE DIVENTA UN TAVOLINO

Hanno inventato il cartone della pizza che diventa un tavolino

Questo design cambierà per sempre il nostro modo di mangiare la pizza da asporto: il cartone diventa tavolino.

Qual è la cosa più brutta che ci sia nel 2018? Mettersi a letto, da soli o accompagnati e fissare decine di puntate su Netflix. Niente bar con gli amici, locali, ballare, troppa fatica.

Ti sdrai, apri il pc, e spesso nemmeno scegli, tanto te lo suggerisce lui che guardare.

E cosa si fa mentre si guardano decine di puntate di ragazzini degli anni '80 che affrontano mostri rugosi? Si mangia. Si mangia la pizza. Napoletana, romana, focaccia, al trancio, o alta all'americana, non c'è cosa che rilasci più endorfine di una pizza e un film a letto.

È per questo che è stato inventato l'oggetto perfetto.

Di quelle cose che ti vengono una volta nella vita e sarà per sempre la tua idea migliore. 
Con troppi anni in ritardo, hanno inventato un cartone della pizza che si apre e diventa un tavolino.Un tavolino grande. Tu sei lì spaparanzato e ti succhi una fetta dopo l'altra comodo comodo.

Come tutte le cose belle di questo mondo, non sarà possibile averlo a quanto pare era un lancio in edizione limitata dei primi di giugno.
E allora io mi chiedo - perché queste cose mi fanno uscire matto -: ma se l'hai inventato e i costi di produzione saranno sì e no uguali a quando non era un tavolino, PERCHÉ È IN EDIZIONE LIMITATA?
.
Joso da Licodia

martedì 12 giugno 2018

Come smaltire una fetta di pizza in 10 semplici mosse

Ci siamo: l’estate è alle porte e pensate di non poter più godere dei piaceri della buona tavola in vista della tanto temuta prova costume. E se vi dicessimo che non è così?
Prendete la pizza, ad esempio. Oggi vogliamo mostrarvi 10 semplici attività perfette per smaltire una squisita fetta di pizza che sia Margherita, bianca, senza mozzarella, rossa, con patate… e i tanti altri gusti.

1 – Ritirate fuori l’enciclopedia

Sì, avete sentito bene. Andate davanti alla vostra libreria di casa. La vedete l’enciclopedia Treccani? Quel librone sul quale si è depositato un fitto strato di polvere dal vostro ultimo incontro? Soffiateci sopra, spolverate un po’ e afferratala saldamente. E via con il sollevamento pesi con entrambe le braccia: uno, due, tre… fino a quindici. Concedetevi una piccola pausa e riprendete per altre quindici volte.
Continuate fino a che non vi verrà voglia di un’altra fetta di pizza.

2 – Aiutate l’anziana signora a portare la spesa

Quanti di voi hanno una vicina di casa o dirimpettaia di una certa età? Che sia una dolce vecchina oppure un brontolone che si lamenta di ogni vostro minimo rumore, non importa. Aiutateli a portare la spesa su per le scale oppure fate qualche lavoretto in casa per loro. È pur sempre attività fisica e in più potreste appianare i vostri conflitti.

3 – Om!

Sapevate che dedicare del tempo al proprio spirito fa bene? Fare yoga e meditazione è un ottimo rimedio contro lo stress, il quale secondo molti studi agevolerebbe l’assimilazione di grassi e calorie.

Ma se non siete a vostro agio nella posizione del loto a fare Om, potete rilassarvi mentre siete a letto oppure al mare sdraiati in spiaggiaInspirate ed espirate, inspirate ed espirate. Facile no?

4 – “Fai una giravolta, falla un’altra volta!”

Ve la ricordate questa filastrocca? È una delle canzoncine che vi avranno fatto sicuramente cantare a scuola da bambini. Ecco, rifatelo: fate una giravolta, fatela un’altra volta. Quando? Sempre! Mentre aspettate al semaforo, tra una mestolata e l’altra quando cucinate a casa oppure in ufficio per sgranchirvi le gambe.

5 –  Camminate a suon di musica

Quando camminate, accelerate il passo sotto le note delle canzoni che vi piacciono di più. Rock, pop, punk, elettronica, dance, disco: scegliete una musica energica, seguitene il ritmo e adattatene i vostri passi. In questo modo, camminerete di più e a passo più svelto del solito, smaltendo la vostra pizza.

6 – Ballate come se nessuno vi stesse guardando

Scegliete la playlist, alzate il volume al massimo e scatenatevi sulla musica che avreste sempre voluto ballare in totale libertà senza lo sguardo indiscreto della gente. Il bello di quest’attività è che è super divertente e incredibilmente ottima per il fisico.

7 – Fate shopping

Ore e ore a passeggiare da una vetrina all’altra, le estenuanti sedute in camerino a infilare e sfilare i vestiti… pensate che tutto questo non porti nulla di positivo al vostro fisico? Eccome! Secondo alcuni studi scientifici basterebbero tre ore di shopping per perdere fino a 350 calorie! Una grande notizia a meno di un mese dall’inizio dei saldi estivi, non trovate?

8 – Liberatevi dei vostri scheletri nell’armadio

Tutti hanno qualcosa da nascondere, soprattutto quando si tratta di vecchi vestiti. Un’attività che davvero può giovare al vostro peso forma è quindi la seguente: riesumate tutto quello che non avete ancora avuto il coraggio di ritirare fuori dai vostri cassetti e armadi. Quel top corto sopra all’ombelico molto anni 90 o quel jeans a campana che tanto andava di moda nel 2000, oggi potreste anche gettarli via non credete? Ma prima, dovete assolutamente riprovarli. Fatelo da soli oppure in compagnia dei vostri amici, per ridere e passare un pomeriggio alternativo. Se volete, lasciatevi ispirare da questa celebre scena del film di Sex & The City.

9 – 1 Mississippi, 2 Mississippi, 3 Mississippi

Chi di voi è appassionato di cinema e serie tv americane, sicuramente avrà già incontrato quest’espressione. Negli States si dice di contare “1 Mississippi, 2 Mississippi…” invece dei secondi: sembra infatti che il tempo che ci vuole per pronunciare 1 Mississippi equivalga proprio al tempo di un secondo. Ma cosa c’entra tutto questo con la pizza?

L’abitudine che dovremmo avere sempre, tutti giorni, è quella di mangiare il più lentamente possibileSecondo diversi studi, infatti, rallentare il ritmo della masticazione permette al nostro cervello di ricevere in anticipo il senso di sazietà e, di conseguenza, di mangiare meno. Allora la prossima volta che vi gustate un pezzo di margherita o di pizza bianca cominciate a contare nella vostra testa. Poi fateci sapere a quanti Mississippi arrivate.

10 – Il consiglio che non vi aspettate

E come ultimo consiglio c’è quello di godervela davvero quella fetta di pizza. Perché se non lo sapete, mangiare con il senso di colpa non aiuta certo a non assimilarne le calorie, anzi! Uno studio dell’Utrecht University ha dimostrato che non basta assumere una sana alimentazione per dimagrire, ma avere un rapporto sereno con il cibo. Quindi, quando fate uno strappo alla regola, ad esempio con un pezzo di pizza, fatelo sempre con il sorriso!

Questi sono i nostri consigli sulle attività da svolgere per smaltire una buonissima fetta di pizza. Scegliete la vostra preferita e fatecelo sapere.

lunedì 28 maggio 2018

Fermentazione selvaggia del cibo

Sandor Ellix Katz è un attivista statunitense che un giorno ha mollato New York, dove viveva, e si è trasferito in una comunità agricola del Tennessee. La scelta di vivere in una maniera alternativa a quella proposta dai canonici modelli sociali l’ha spinto a riflettere su diversi aspetti del nostro vivere quotidiano, in particolare sulla relazione non sempre corretta che abbiamo con il cibo. Ci nutriamo sempre degli stessi alimenti, spesso preconfezionati e con una carica vitale pari a zero.

Questo cattivo comportamento alimentare provoca alla lunga un grave impoverimento del microbiota intestinale e allora via libera a intolleranze, problemi digestivi e persino disagi psicologici. Lo stesso Sandor era caduto in questo ingranaggio fino a quando non si è trovato difronte a un piccolo vaso di sauerkraut (i crauti fermentati molto usati nella cucina di tutta Europa), li ha assaggiati ed è stato subito amore. Da quell’istante è diventato un fermentatore-dipendente e un fermo divulgatore di questa tecnica. Gli obiettivi prefissati sono alti: mantenere viva una cultura alimentare purtroppo in declino, educare a variare quanto più possibile la dieta, consumando alimenti benefici per la salute e, infine, far comprendere a tutti che siamo esseri viventi molto simili al cavolo che vive ben piantato sulla terra completamente in simbiosi con i suoi batteri. Il piccolo vaso con i crauti fermentati è diventato il simbolo della sua rivoluzione, che che continua a crescere a livello mondiale.
 
Approfittando di una sua visita in Italia, grazie a un workshop organizzato dall’associazione kefir, Sapori l'ha intervistato.
 
Sandor, cos’è la fermentazione?
"Pane, caffè, tè, formaggio, salumi, cioccolata, vino, yogurt: sono esempi dei tanti cibi fermentati che consumiamo abitualmente a tavola. Tutti questi alimenti sono stati in qualche modo modificati dall’azione trasformatrice dei microrganismi. Alcuni sono ancora vitali quando li mangiamo, cioè possiedono fermenti e lieviti attivi. Molti prodotti che acquistiamo sono popolati da comunità di batteri e di lieviti. Prendiamo la foglia di un cavolfiore, uno di quelli che si compra al mercato. Osservandola attraverso un microscopio potremmo vederci vivere e prosperare tanti tipi di microrganismi: quelli specializzati nel far marcire la nostra foglia, quelli che la possono trasformare in cibo commestibile e anche quelli patogeni, cioè pericolosi per la salute. La pratica della fermentazione favorisce le condizioni ambientali ideali alla crescita dei soli batteri buoni, quelli che trasformano il cavolo in un cibo buono e salutare da mangiare".

Il cavolfiore è naturalmente pieno di batteri buoni

Perché è importante far entrare questa tecnica nella nostra vita quotidiana?
"Ci sono diversi aspetti da considerare. Per prima cosa il gusto. Nei cibi fermentati troviamo i più buoni e gustosi profumi e sapori di sempre, basta entrare in un negozio che vende prelibatezze per farci avvolgere da profumi inebrianti. Un altro aspetto è la conservazione. È qualcosa che sfugge perché siamo abituati al frigorifero e al freezer ma sino a 200 anni fa produrre cibi fermentati era il metodo più diffuso per conservare alcuni alimenti. Il formaggio è la strategia per conservare a lungo il latte, i salumi per avere carne sempre a disposizione, i sauerkraut, per avere le verdure e i sidri e i vini per la frutta. Un cibo fermentato apporta inoltre molteplici benefici: dalla predigestione, in quanto i microrganismi semplificano alcune sostanze presenti nel cibo rendendolo più digeribile (le proteine dei fagioli e dei legumi in genere); la detossicazione, l’azione dei batteri rende innocue sostanze molto tossiche (come l’acido cianidrico, un veleno presente nella cassava, una radice alla base della dieta di molte popolazioni), o fanno sparire del tutto sostanze difficili da digerire osgradevoli al palato; e la creazione di nutrienti, cioè una serie di vitamine, acidi organici e acidi grassi che ritroviamo nei cibi fermentati, per i batteri un sottoprodotto della fermentazione, per noi un grande valore aggiunto".

Il suo libro più noto è intitolato “Wild fermentation” (fermentazione selvaggia), cosa vuol dire?
"Nel libro ho parlato di fermentazioni selvagge, cioè ho insegnato come produrre alimenti fermentati con microrganismi già presenti sull’alimento stesso. Questi batteri e lieviti hanno una forza vitale non addomesticata, al contrario dei cibi che provengono dalla produzione industriale, sterili o con pochi e controllati batteri. Consumare questi cibi è un modo per ristabilire il giusto equilibro di selvatichezza che il nostro corpo deve possedere per stare in salute: è più pronto a trarre il meglio dal cibo che introduciamo, è più reattivo nel combattere le malattie, è quindi più sano. Il corpo è come un ecosistema che funziona meglio se popolato da specie diverse di microrganismi, lo dicono ormai tantissimi medici. Studi recenti di microbiologia hanno dimostrato che sono almeno 3 miliardi i batteri che vivono dentro e su di noi per un peso superiore ai 2 kg. I batteri rendono vivibile la nostra vita, anzi sono la matrice stessa della materia vivente".

Verdure in barattolo pronte per la fermentazione

Abbiamo capito l’importanza di mangiare cibi fermentati “vivi” ma farli in casa non comporta qualche rischio?
"Tante persone affrontano la fermentazione con timore. Siamo stati indottrinati dall’idea che tutti i batteri sono da combattere, eppure in tutto il mondo la fermentazione è una tecnica diffusa. Se stringiamo il campo alle sole verdure fermentate, non sono mai stati segnalati episodi d’intossicazione o di avvelenamento. La ragione sta nel modo di agire di questi batteri che generando acido lattico o acetico, rendono inospitale l’ambiente agli altri microrganismi concorrenti e spesso nocivi (come l’Escherichia coli, la Salmonella, il Botulino)".

Una ricetta su come produrre a casa cibo fermentato?
"La tecnica per produrre i sauerkraut, la mia passione, è molto facile ed è utile a far fermentare qualsiasi tipo di verdura. Per prima cosa procuratevi un vaso di vetro da 1 litro con chiusura a vite o ermetica. Poi tagliate i crauti, metteteli in una ciotola e aggiungete del sale (il 2% sul loro peso ma consiglio sempre di aggiungerne meno e poi di assaggiare ed eventualmente salare ancora). Iniziate a mescolare con le mani così da rompere le fibre e far fuoriuscire il liquido di vegetazione. Dopo un po’ le verdure avranno un aspetto vizzo e strizzandole uscirà del liquido salato: la salamoia. Se non avete usato i crauti, sarà piuttosto esigua, allora versate dell’acqua bollita e portata a temperatura ambiente per ottenere la giusta quantità (circa 3 dl). A piacere potete aggiungere spezie o aromi: aglio, pepe, cannella, semi di cumino, fieno greco, ecc. A questo punto inserite tutte le verdure nel vaso di vetro, premendo bene e avendo cura di lasciare un po’ di spazio tra il bordo del vaso e le verdure. Versate sopra la salamoia raccoltasi sul fondo della ciotola fino a coprire il tutto e tappate. Per tenere le verdure compresse potete usare un pressino da conserve o delle pietre passate in acqua al bollore. Adesso non resta che aspettare.

Per far uscire il liquido necessario, bisogna rompere a mano le fibre delle verdure

Durante i primi giorni la fermentazione sarà vivace, nel vaso si produrrà molto gas (anidride carbonica) e bisognerà farlo uscire aprendo e chiudendo rapidamente il coperchio. Mi raccomando fatelo su un lavandino perché assieme al gas uscirà anche parte della salamoia. Quando saranno pronti? Non esiste un termine preciso. Le verdure si possono consumare dopo pochi giorni o dopo mesi. Dipende dal gusto personale. Diciamo che il pieno del sapore e dei principi nutritivi si ha dopo circa 2 o 3 settimane (dipende dalla temperatura, più fa caldo e prima le verdure matureranno) ma il gusto s’intensifica con il tempo, con l’aumentare degli acidi organici che danno il sapore. Adesso che sapete come fare, vi invito caldamente a provare, sarete sorpresi della bontà delle verdure fermentate preparate. Non potrete più farne a meno e anche voi come me diverrete parte della rinascita della fermentazione".

sabato 26 maggio 2018

Yoga Pizza

L’antiyoga
Molti sono dli atteggiamenti, le abitudini, gli stili di vita che collidono con la pratica dello yoga. Arroganza, saccenza, egoismo si frappongono ad un atteggiamento di attenzione disponibile che permette al praticante di progredire. Il fumo, l’alcool, l’eccesso di cibo, l’uso oltre la modica quantità di dolci  tendono ad ottundere la volontà. Il bisogno compulsivo di novità e cambiamento mal si combina con la paziente ripetitività dello yoga. Non parliamo poi delle droghe, leggere o pesanti, che nell’hippismo anni 60 venivano, nel comune sentire, affiancate allo yoga, che sono ostacoli sulla strade del vero sentire e dell’azione corretta. C’è un uso presente anche nell’ambiente dello yoga: gli psicofarmaci. Nelle società avanzate, 1 persona si 4 ne fa uso.  Quest’abitudine è favorita da questa società: contengono il male di vivere, permettono di spegnere i segnali di disagio che il profondo cerca di comunicarci. Difficoltà ad addormentarci? Pariglia. Ansia, paure? Gocce. Ci spaventa ciò che succede intorno a noi? + pastiglie e gocce. Eppure lo yoga ci insena che quando non dormiamo è il momento giusto x meditare. Che se ci sentiamo depressi la cosa migliore è lavorare sul corpo; che se ci sentiamo ansiosi dobbiamo concentraci sul respiro. Tutto perde di significato nello spegnimento artificiale della mente causato dagli psicofarmaci.

sabato 12 maggio 2018

BOOM DELLA PIZZA - ANDAMENTO DI UN FENOMENO


Il boom delle pizzerie analizzato con i criteri del marketing

Sembra una crescita inarrestabile quella delle pizzerie e dei pizzaioli, un mercato dove c'è ancora spazio per chi vuole cimentarsi con l'arte bianca. Ma è davvero così?

Assistiamo da qualche tempo, e in maniera piuttosto frequente, ad annunci di aperture di pizzerie, così come ne vediamo aprire sotto i nostri occhi nelle maggiori città. Il centro di questo fenomeno è, per numeri, il capoluogo meneghino, anche se qualcosa sembra muoversi anche nella meno reattiva Roma, volendo restringere il focus sulle due città più importanti. Anche a Napoli e provincia, così come a Caserta, ci sono state tante novità da registrare, ma si è trattato principalmente di ampliamenti (anche importanti e decisamente in belle strutture) di pizzerie e nomi già esistenti sul territorio. Se l’attenzione dei media del settore è attirata soprattutto dal successo di singoli artigiani accreditati come Gino Sorbillo e marchi noti come “Da Michele”, la realtà è fatta di tante insegne meno blasonate. Un panorama più instabile di quello che appare sulle copertine più o meno patinate che oggi vogliamo analizzare usando gli strumenti del marketing.

Il ciclo di vita di un Fenomeno

Affrontiamo il fenomeno analiticamente. Prima di tutto, quale è il ciclo di vita classico di un fenomeno? Nel Marketing è cosa nota e si riassume nel grafico successivo:

 

Nella prima fase temporale, abbiamo la Novità. È il momento in cui chi ha portato Innovazionecomincia a crescere e a farsi notare, è il momento delle cosiddette “tigri” che generano il Fenomeno. Nella seconda fase, quella della Crescita, c’è il primo consolidarsi del Fenomeno sull’onda del primo riscontro del Mercato. Agiscono ancora prevalentemente le tigri, però iniziano già ad esserci i primi Emulatori, i cosiddetti “Followers”. Nella terza fase il Fenomeno incontra la sua Prima Maturità, caratterizzata ancora da una relativa ma minore crescita e un aumento degli Emulatori. Subito dopo, troviamo la prima inversione di tendenza in termini di Valore % del Mercato: è la fase della Maturità Consolidata, in cui aumenta il numero di Emulatori mentre le tigri agiscono sempre meno nel campo specifico o diversificano.

Nelle due fasi di Maturità, si rilevano i fenomeni generati dal numero di Emulatori entrati nel settore cioè quelli che, non portando nessuna innovazione di rilievo, concorrono solo alla saturazione della Domanda di Mercato e, parallelamente, a una diminuzione dei margini e della Qualità Complessiva in quanto spostano la concorrenza sul piano dei prezzi. Ecco quindi il principale motivo dell’inversione di tendenza, non considerando il fatto che la Domanda possa andare incontro di suo a una flessione per motivi non di origine economica. Nel Declino, più o meno rapidamente c’è la riduzione del Fenomeno come entità, ed è la fase in cui iniziano a chiudere le attività a partire dagli Emulatori. Nell’Assestamento Finale, sesta e ultima fase, la maggioranza degli Emulatori è andata incontro a una fine più o meno prematura e a questo punto, generalmente, il mercato avrà un valore complessivo più alto rispetto all’inizio del Fenomeno ma i principali attori rimarranno ancora gli Innovatori e chi, nelle restanti fasi, si sarà distinto portando ulteriori innovazioni o anche solo una forte percezione di Qualità nel Cliente finale.

Ma la ristorazione in Italia, come va?

Con quanto detto fin qui bene in mente, torniamo quindi ad analizzare il mercato della pizza. Partendo dalle considerazioni di uno studio redatto dalla GP.Studios e con il supporto dei dati della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) più quelli di Infocamere, possiamo imbastire alcune interessanti riflessioni.

A livello di Mercato, in termini di spesa delle famiglie per frequentare qualsiasi Attività di Ristorazione, i dati riportano una modestissima crescita media - prendendo come anno di riferimento il 2010 - che non supera lo 0,6% annuo complessivo.

 

Possiamo però notare che dal 2013 c’è stato un aumento della Domanda riportata intorno all’8%. Fino al terzo trimestre 2017 il trend si è sostanzialmente confermato, con però dei primi “cedimenti” a partire dal numero degli occupati del settore. In particolare, tra il secondo e terzo trimestre 2017 si è riportato un calo superiore al 7%. Il calo degli occupati è un sintomo chiave di una prossima discesa dei ricavi, come si può facilmente intuire.

Ancora più indicativo è il saldo tra le aperture e le chiusure delle attività di Ristorazione, un dato che sembra per certi versi inaspettato ma, come tutti i numeri, purtroppo descrive la verità nuda e cruda. Sul dato aggregato di tutte le tipologie di attività di ristorazione, poi, nel 2017 il dato continua ad essere fortemente negativo. Infatti, nei primi nove mesi hanno avviato l’attività 10.835 imprese mentre 19.235 l’hanno cessata determinando un saldo negativo pari a 8.400 unità. (Fonte dati: FIPE – “Ristorazione – Rapporto Annuale 2017”). Un numero che fa riflettere molto, e che possiamo legare ai cosiddetti Emulatori di cui abbiamo parlato in precedenza, nei quali l’improvvisazione nel lavoro specifico è oggi molto elevata, è quello della Vita Media delle Nuove Aperture: due anni. Ancora di più: secondo GP.Studios su elaborazione dati FIPE, come abbiamo visto negli ultimi 5 anni in Italia è cresciuto il numero di aperture di bar e ristoranti (+10%), 31.000 in più come in valore assoluto (e questo si avverte maggiormente nelle grandi città, soprattutto Roma, Milano e Napoli) ma la maggior parte non sopravvive più di 5 anni e, comunque, al netto delle chiusure dello stesso periodo, il saldo tra Aperture e Chiusure rimane complessivamente negativo con cifre in linea con quanto abbiamo appena visto.

I dati di una crisi e il boom apparente

I numeri, quindi, continuano a riportare uno stato di crisi perdurante che ha avuto solo un piccolo cenno di ripresa dal 2013 circa in poi ma che già a metà del 2017 mostra una flessione decisa. Questo è quindi il substrato su cui il fenomeno pizzerie poggia e si fonda. Cosa dicono, quindi, questi elementi? Andando per fatti, ci sembra di poter dire che l’esplosione pizza non abbia in realtà creato un nuovo mercato con nuovi clienti. In altre parole, non ha convinto più gente a uscire da casa, quindi questi clienti sono in realtà uno spostamento di interesse di chi già andava a mangiare fuori più o meno frequentemente e che, questa massa, è stata perlopiù sottratta a ristoranti e trattorie, le quali non propongono o non hanno proposto complessivamente nulla di innovativo o di attraente da anni a questa parte. Tutto questo, in un settore palesemente in crisi nei numeri da almeno dieci anni.

Arrivando alle conclusioni, pensiamo si possa riportare tutto al grafico dell’Andamento di un Fenomeno inizialmente mostrato: ci sono stati degli Innovatori, con Novità legate al prodotto, formule di espansione commerciale o immagine personale. Nella Crescita si sono registrate le prime aperture di emulazione con il Mercato che aveva ancora una Domanda superiore all’Offerta come da manuale ma, con le nuove aperture, si è arrivati alla Prima Maturità in cui il Mercato inizia a fare le prime selezioni dei Competitori. A questo punto, per quello che sembra da questa analisi forse siamo nella prima fase della Maturità Consolidata, con ormai una Domanda che si sta saturando a causa dei Followers (“Tutti vogliono aprire una pizzeria” sembra essere quasi la parola d’ordine dell’ambiente), mentre l’Offerta propone sempre meno spunti di novità. Questo fa presagire che più o meno a breve ci saranno le prime crisi delle pizzerie e, di seguito, le prime chiusure dei meno capaci. Quando avverrà? Ci auguriamo il più tardi possibile ma, purtroppo, con le leggi del Marketing non si scherza e con i numeri reali ancora meno.

 

venerdì 13 aprile 2018

PIZZA A DOMICILIO TORINO

Un menù ricchissimo di pizze golose per te: www.prestopizza.it
Da provare. Perché non stasera?

giovedì 22 marzo 2018

La pizza arriva direttamente a casa tua

Ordina on-line a domicilio ➡ https://www.justeat.it/restaurants-PrestoPizza/menu

SCEGLI, CLICCA, ORDINA
LA PIZZA ARRIVA DIRETTAMENTE A CASA TUA !

☎ 011.7395715
📞 011.7395715

Consegnamo a: Torino entro tre chilometri da c.so Potenza